
La storica edicola di Roccanova a cura di Andrea Lauria
75 anni in piazza: dalle testate degli anni Venti alle riviste con CD Rom
Da oltre 75 anni l'edicola dei fratelli Peppino e Pasquale Arcomano costituisce un riferimento culturale quotidiano per Roccanova. Sorta nel 1919 ad iniziativa del padre Vincenzo. Da allora svolge un ruolo importante nella veicolazione dell'informazione a Roccanova, uno dei primi paesi della Basilicata dotato sin dal 1911 di un servizio di trasporto pubblico (il famoso postale) che lo collegava a Montesano scalo, nel Salernitano (dove era possibile rifornirsi della stampa), si servivano anche altri comuni vicini privi di servizi di vendita di giornali.
Il negozio nacque come barberia in un locale di via Dante e ben presto si trasferì nell'attuale sede nella piazza centrale, allargando la propria attività con particolare riferimento al settore dei giornali, libri, riviste e della pubblicistica in generale.
I primi giornali a fare la comparsa nell'edicola Arcomano furono Il Giorno, Il Giornale d'Italia e Il Mattino di Napoli tra i quotidiani; La Domenica del Corriere e L'Illustrazione Italiana tra i settimanali. Poi ancora l'Almanacco Barbanera e Il Segretario galante.
Tra l'altro, Il Giorno era l'unico giornale che giungeva a Roccanova, presso la barberia, già durante la prima guerra mondiale. In quel periodo bellico lo stesso Arcomano assisteva nelle "relazioni epistolari" tra le famiglie ed il fronte di numerosi analfabeti, svolgendo così un importante servizio sociale.
Intorno al 1924 arrivavano anche alcune copie dell'Avanti (fondato nel 1896), organo del Partito Socialista Italiano. Due anni dopo, nel 1926, il Governo decise lo scioglimento dei partiti d'opposizione e la soppressione di tutti i giornali non allineati con il regime fascista di Mussolini.
Nell'edicola Arcomano di Roccanova si potevano trovare Il Popolo d'Italia, L'Osservatore Romano e il settimanale umoristico Il Becco Giallo.
In quegli anni Roccanova finì sulla cronaca nazionale. Il 5 gennaio 1930 la Domenica del Corriere pubblicò un disegno di A. Beltrame con la seguente didascalia:
"L'autovettura che fa servizio postale tra Moliterno e Montesano (Potenza) è stata assalita da un branco di lupi mentre procedeva lentamente a causa dell'abbondante neve caduta. Il conducente Pietro Alaggio da Roccanova (Potenza), armato di fucile, ha ucciso un lupo e ne ha feriti due riuscendo a mettere in fuga gli altri."
Nell'agosto del 1960 lo stesso settimanale riportò un articolo sulla più anziana cacciatrice d'Italia: Donna Rosina Fortunato, di Roccanova, che a 80 anni rinnovò ancora il porto d'arma.
Con la Liberazione la produzione e l'attenzione per la stampa fecero un grande balzo in avanti. Anche l'edicola Arcomano si ampliò notevolmente, seguendo il nuovo panorama editoriale nazionale.
Si aggiunsero Il Tempo, La Stampa, Il Roma, Il Messaggero, Il Corriere della Sera, oltre ai giornali politici come L'Unità, Il Popolo, L'Avanti, La Voce Repubblicana, La Voce di Napoli e il settimanale Rinascita. Molto letti anche L'Ordine, Il Lavoratore e Azione Proletaria.
Alla morte di Vincenzo Arcomano nel 1949, i figli Peppino e Pasquale diedero ulteriore impulso all'edicola.
Tra il 1952 e il 1955 Roccanova registrò il maggior numero di apparecchi radio della provincia di Potenza, tanto da ricevere un premio dalla Prefettura: una radio.
Alla fine degli anni '50, con l'arrivo della televisione, i quotidiani rallentarono mentre crebbero i settimanali "popolari": Oggi (1945), L'Europeo (1945), poi Epoca, L'Espresso, Panorama e infine La Repubblica.